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Esterno

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Tutto il paramento lapideo esterno, realizzato fra il 1450 e il 1460, è frutto dell’intervento progettuale dell’architetto umanista Leon Battista Alberti; doveva servire a dare solennità ‘moderna’ e solidità ad una semplice chiesa francescana che da tempo ospitava le sepolture dei Malatesti. È ispirato ai princìpi costruttivi e alle forme dell’architettura romana imperiale, che a Rimini aveva lasciato due esempi molto ammirati: l’Arco d’Augusto e il Ponte di Tiberio; e costituisce la prima interpretazione “classica” di una chiesa cristiana. A questo proposito, va messo in evidenza che proprio l’adozione nella facciata di una chiesa dell’immagine di un tempio non è solo testimonianza di un umanesimo attento alla riscoperta dell’eredità classica (che dal piano delle humanae litterae si trasferisce all’ambito del linguaggio architettonico), ma appare quale espressione “teologicamente” coerente e contestuale di quella identità di Cristo - Tempio così chiaramente esplicitata nel Vangelo di Giovanni là dove si legge che Gesù, indicando il suo corpo, esclama: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere» (2,19), mentre nel libro dell’Apocalisse vi è scritto che nella Gerusalemme celeste non vi sarà alcun tempio, in quanto «il Signore Dio, l’Onnipotente e l’Agnello sono il suo tempio» (21,22).